L’Orlando curioso

 

Federico non amava spedire mail. Quando possibile, e per quanto lungo che fosse, l’articolo preferiva dettarlo al  telefono dopo averlo scritto su un blocco notes, dal quale, come  i pochi cronisti di razza rimasti, non si separava mai. La dettatura, tuttavia, non era mai un’azione fredda e impersonale.  Chiunque fosse dall’altra parte della cornetta era per lui un interlocutore alla pari non un dimafonista, qualcuno con cui condividere una riflessione non un semplice trascrittore. Lo sanno bene Giorgio, Roberto, Danilo, Debora, Bruna e altri che con me in questi anni hanno contribuito al funzionamento del sito internet di  Articolo21.
Accadde così che qualche anno fa, dalla dettatura di un suo pezzo sull’ennesimo bavaglio berlusconiano ai giornalisti liberi ne scaturì una conversazione stimolante sulle cosiddette querele temerarie, che costringono anche gli “internaturi” all’autocensura.  Alcuni giorni dopo lessi un suo articolo su “Europa” in cui riportava profusamente il nostro dialogo improvvisato e si  interrogava sul futuro dell’informazione con l’”invasione” di  internet e dei nuovi media e su come alfabetizzare i protagonisti  della nuova comunicazione al rispetto dei linguaggi e dei  principi etici del giornalismo.
Federico non amava spedire mail e probabilmente neanche leggerle.  Ma da intellettuale perennemente curioso voleva conoscere a fondo  e riflettere su quei marchingegni dell’elettronica che potrebbero chiudere l’era Gutemberg, la carta stampata coi caratteri  mobili, iniziata 600 anni fa con le due copie della Bibbia Mazzarina. 
Per questa ragione a dodici anni di distanza ci piacerebbe intitolare a Federico Orlando il sito di Articolo21 che lo stesso Federico, fondatore e presidente dell’associazione ha fin da subito incoraggiato.  Ieri, inoltre, il nostro portavoce Giuseppe Giulietti durante un toccante incontro alla sede del quotidiano “Europa” per ricordare Federico Orlando alla presenza di familiari, amici e colleghi, ha proposto di istituire una borsa di studio annuale a lui intitolata da destinare a un giovane cronista politico. Una schiena dritta armata di taccuino e di passione civile. Proprio come era Federico.

Federico non amava spedire mail. Quando possibile, e per quanto lungo che fosse, l’articolo preferiva dettarlo al  telefono dopo averlo scritto su un blocco notes, dal quale, come  i pochi cronisti di razza rimasti, non si separava mai. La dettatura, tuttavia, non era mai un’azione fredda e impersonale.  Chiunque fosse dall’altra parte della cornetta era per lui un interlocutore alla pari non un dimafonista, qualcuno con cui condividere una riflessione non un semplice trascrittore. Lo sanno bene Giorgio, Roberto, Danilo, Debora, Bruna e altri che con me in questi anni hanno contribuito al funzionamento del sito internet di  Articolo21.

Accadde così che qualche anno fa, dalla dettatura di un suo pezzo sull’ennesimo bavaglio berlusconiano ai giornalisti liberi ne scaturì una conversazione stimolante sulle cosiddette querele temerarie, che costringono anche gli “internaturi” all’autocensura.  Alcuni giorni dopo lessi un suo articolo su “Europa” in cui riportava profusamente il nostro dialogo improvvisato e si  interrogava sul futuro dell’informazione con l’”invasione” di  internet e dei nuovi media e su come alfabetizzare i protagonisti  della nuova comunicazione al rispetto dei linguaggi e dei  principi etici del giornalismo.

Federico non amava spedire mail e probabilmente neanche leggerle.  Ma da intellettuale perennemente curioso voleva conoscere a fondo  e riflettere su quei marchingegni dell’elettronica che potrebbero chiudere l’era Gutemberg, la carta stampata coi caratteri  mobili, iniziata 600 anni fa con le due copie della Bibbia Mazzarina. 

Per questa ragione a dodici anni di distanza ci piacerebbe intitolare a Federico Orlando il sito di Articolo21 che lo stesso Federico, fondatore e presidente dell’associazione ha fin da subito incoraggiato.  Ieri, inoltre, il nostro portavoce Giuseppe Giulietti durante un toccante incontro alla sede del quotidiano “Europa” per ricordare Federico Orlando alla presenza di familiari, amici e colleghi, ha proposto di istituire una borsa di studio annuale a lui intitolata da destinare a un giovane cronista politico. Una schiena dritta armata di taccuino e di passione civile. Proprio come era Federico.

* Articolo di Stefano Corradino pubblicato su Articolo21